Comitato Genitori

Gentili Genitori

La scuola è centro di sviluppo sociale e culturale del territorio.

Per questo è di vitale importanza poter collaborare con essa nella determinazione delle scelte di obiettivi e valori.

Il Comitato dei Genitori  nasce per realizzare una partecipazione democratica alla gestione della scuola stessa, dando ad essa il carattere di una comunità educante.

La scuola è formata da persone: alunni, docenti e genitori, personale amministrativo, stretti tra loro da un rapporto che si può definire proporzionale poiché tanto più la loro relazione è ottimale, tanto più sarà la riuscita scolastica dei minori.

Ognuno nel suo ambito,  scuola e famiglia, mantengono una propria responsabilità educativa ma sono tra loro corresponsabili: all’interno di un rapporto di reciprocità, la scuola ha uno scopo istruttivo e la famiglia un obiettivo educativo. La famiglia andrà rafforzando a casa quanto proposto a scuola e viceversa a scuola si andrà a confermare l’educazione familiare.

I punti di partenza devono essere unici e condivisi.

Il Comitato dei genitori è una preziosa opportunità per fare tutto questo, per conoscere e far conoscere la scuola, per fare proposte in base alle proprie esigenze e aspettative, per costruire nel dialogo e nel confronto quell’insieme di regole di base che se condivise saranno il punto di partenza dell’esperienza scolastica.

Per rendere efficace e produttivo questo dialogo occorre partecipazione: la vostra partecipazione!

Da qui l’esigenza di condividere con voi la disciplina legislativa del ruolo del rappresentante dei genitori, da cui ripartire per verificare insieme quello che davvero possiamo fare con la nostra presenza attiva.

Il rappresentante dei genitori

Il rappresentante dei genitori al Consiglio di Classe, di Interclasse o di Intersezione vengono eletti, o riconfermati, una volta l’anno. Le elezioni vengono indette dal Dirigente scolastico entro il 31 ottobre.

Sono previsti:

1 rappresentante membro del Consiglio di Intersezione per ogni classe della scuola d’infanzia

1 rappresentante membro del Consiglio di Interclasse per ogni classe della scuola primaria

4 rappresentanti membri del Consiglio di Classe per ogni classe della scuola secondaria di primo grado

Una volta eletti i rappresentanti rimangono in carica fino alle elezioni successive, quindo anche all’inizio dell’anno scolastico seguente, a meno di non aver perso i requisiti di eleggibilità, nel qual caso restano in carica fino al 31 agosto.

In caso di decadenza di un rappresentante per perdita requisiti o dimissioni, il Dirigente nomina il primo dei non eletti.

Il Rappresentante di classe ha diritto

  • di farsi portavoce di problemi iniziative proposte necessità della propria classe presso il consiglio di cui fa parte, presso i propri rappresentanti al consiglio d’istituto, presso il comitato dei genitori;
  • di informare tutti i genitori mediante diffusione di relazioni note avvisi o altre modalità previa richiesta di al dirigente scolastico circa gli sviluppi d’ iniziative avviate o proposte;
  • di ricevere la convocazione alle riunioni del consiglio con almeno 5 giorni di preavviso

convocare l’assemblea di classe che rappresenta qualora i genitori la richiedano o egli lo ritenga opportuno. La convocazione, se questa avviene nei locali della scuola, deve avvenire previa richiesta indirizzata al Dirigente in cui sia specificato l’ordine del giorno;

  • di avere a disposizione dalla scuola il locale necessario alle riunioni di classe, purché in orari compatibili con l’organizzazione scolastica;
  • di accedere ai documenti inerenti alla vita collegiale della scuola;
  • di essere convocato alle riunioni del consiglio in cui è stato eletto in orario compatibile con gli impegni di lavoro.

Il rappresentante di classe non ha il diritto

  • di occuparsi dei casi singoli;
  • di trattare argomenti di esclusiva competenza degli altri organi collegiali della scuola ( come didattica e metodo di insegnamento).

Il rappresentante di classe ha il dovere di

  • fare da tramite tra i genitori che rappresenta e l’istituzione scolastica;
  • tenersi aggiornato rispetto alla vita della scuola;
  • presenziare alle riunioni del consiglio in cui è eletto e a quelle del Comitato Genitori , di cui fa parte di diritto;
  • informare i genitori che rappresenta sulle iniziative che li riguardano e sulla vita della scuola;
  • farsi portavoce delle istanze presentate dai genitori;
  • promuovere iniziative volte a coinvolgere nella vita scolastica le famiglie che rappresenta;
  • conosce il Regolamento di Istituto;
  • conosce i compiti e le funzioni dei vari organi collegiali della scuola.

Il rappresentante di classe non è tenuto

  • a farsi promotore di collette;
  • a gestire un fondo cassa della classe;
  • a comprare materiale necessario alla classe o alla scuola o alla didattica.

Il Consiglio di intersezione, interclasse e classe

Il Consiglio di classe è presieduto dal Dirigente scolastico o dal docente da lui delegato

Il Consiglio nel suo complesso formula proposte al Collegio Docenti, relativamente all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione. Esso inoltre deve agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni.

Schematicamente il Consiglio di classe è chiamato ad occuparsi dei seguenti argomenti:

  • tutto ciò che riguarda direttamente o indirettamente gli studenti e le attività della classe
  • il comportamento degli alunni,
  • l’impegno nello studio e nell’attività didattica,
  • gli interessi, i problemi, le difficoltà dei ragazzi nell’età in cui si trovano,
  • l’ambiente socioculturale da cui provengono,
  • le eventuali carenze educative e nella formazione di base,
  • l’educazione morale e religiosa,
  • le reazioni degli studenti a determinati comportamenti e iniziative dei docenti, cosa fare per migliorare la situazione,
  • lo sviluppo della collaborazione tra compagni di classe e tra famiglie per l’inserimento di alunni svantaggiati,
  • l’organizzazione di attività integrative e di iniziative di sostegno,
  • le condizioni ambientali in cui si svolge la vita scolastica ( aule, banchi, servizi igienici, illuminazione, riscaldamento, attrezzature scolastiche) ,
  • l’organizzazione delle gite, visite d’istruzione e eventuale collaborazione delle famiglie per la loro attuazione dopo la preparazione didattica,
  • l’organizzazione della biblioteca,
  • esprimere parere sull’adozione dei libri di testo, sullo svolgimento di attività integrative e di sostegno,
  • non possono essere trattati assolutamente casi singoli.

Il Comitato dei Genitori

Il Comitato dei genitori si costituisce per iniziativa dei genitori eletti nei consigli di Classe ed Interclasse ed è da questi formato. Alle Assemblee del Comitato possono partecipare, con diritto di parola, tutti i genitori. (Art 15 Testo Unico)

Il Comitato dei Genitori NON E’ un organo collegiale, ma la normativa vigente gli attribuisce comunque alcune specifiche funzioni:

a) può avanzare pareri e proposte al Consiglio di Istituto ed al Collegio Docenti, di cui questi devono tenere conto, in merito alla preparazione del POF (Art. 3.3 dpr 275/99)
b) ha il diritto di convocare l’Assemblea dei Genitori per richiesta dei propri membri o per iniziativa del proprio Presidente.
Di norma nella prima riunione, i rappresentanti approvano un regolamento (Statuto) ed eleggono un Direttivo: l’unica carica del Direttivo prevista dalla normativa è il Presidente, ma nulla vieta al regolamento di prevederne altre (vicepresidente, segretario, consiglieri, coordinatori di plesso). Lo Statuto viene mandato in visione al Consiglio di Istituto che può segnalare sue eventuali incompatibilità con la normativa, ma non può entrare nel merito della legittimità di Comitato e/o Assemblea dei genitori, sancita dalla vigente normativa.

I Comitati “non possono interferire nelle competenze rispettive dei Consigli di Classe o di Istituto, avendo una funzione promozionale della partecipazione dei genitori con l’eventuale elaborazione, anche sulla base dello scambio di esperienze, di indicazioni e proposte che saranno opportunamente valutate ed adottate dagli altri organi di istituto.” (C.M. 19.9.84, n. 274)

Il Comitato svolge infatti una funzione di collegamento tra i rappresentanti di classe e di raccordo tra questi ultimi e gli eletti nel Consiglio di Istituto in ordine ai problemi emergenti nella scuola.

Permette la discussione, la conoscenza reciproca, il confronto e, soprattutto, l’elaborazione di problemi, temi e proposte da sottoporre all’esame degli organi collegiali. E’ anche uno spazio in cui i genitori possono esprimere liberamente la propria opinione e sentirsi partecipi fino in fondo dell’educazione dei propri figli.

E’ uno strumento per l’elaborazione di proposte e per la focalizzazione di problemi ampiamente condivisi: esso ottimizza l’impegno e le energie volte alla risoluzione dei problemi di tutti.

Nulla vieta al Comitato di assumere autonome iniziative come l’organizzazione di conferenze, la pubblicazione di un bollettino di informazione per i genitori della scuola, la promozione di contatti tra genitori di classi diverse.

E’ importante che la voce dei genitori si faccia sentire perché nessuno è più coinvolto di loro nell’educazione e nella formazione dei figli, nessuno più di loro è interessato allo sviluppo equilibrato della loro coscienza etica, morale e civile, nessun altro può essere di questo interprete più qualificato.

A tale fine i genitori dovranno sentirsi impegnati:

  • perché nella famiglia, nella scuola come in ogni momento e luogo della loro vita sociale e culturale, i bambini vengano educati fin dalla più tenera età al rispetto della persona umana e dell’ambiente, delle opinioni altrui, delle leggi e delle istituzioni democraticamente costituite;
  • perché i bambini siano educati all’autodisciplina, all’indipendenza del proprio pensiero, alla solidarietà, alla gentilezza, al rispetto verso il prossimo e al rifiuto di ogni forma di violenza, sopraffazione, autoritarismo e intolleranza,
  • perché i ragazzi imparino a saper valutare, ad ascoltare, siano in grado di scegliere ed esprimersi liberamente.

Per dare concretezza a tutto quello che è scritto occorre esserci, scegliere di partecipare e di mettere in condivisione idee e sogni in modo che diventino progetti concreti.

Per costruire un mondo migliore non basta partire da qui, occorre farlo insieme.

“Non c’è educazione senza maestri, ovviamente, ma neppure senza che padri e madri fungano da insegnanti o che tutti, giornalisti, artisti, politici, insegnanti… accettino la dimensione pedagogica dei rispettivi ruoli. La convivenza democratica deve essere educativa, deliberatamente educativa, altrimenti non è più democratica.” (Fernando Savater)

Per informazioni e domande scriveteci:

cdgalbisole@gmail.com