Incontro con la Signora G. Arnese Grimaldi

Autrice

del libro “I tredicimila bambini italo-libici dimenticati dalla storia”.

I bambini delle classi 4^A, 4^B e 5^A della scuola primaria hanno ascoltato la significativa testimonianza della signora Grazia, in collegamento con la ricorrenza del 25 Aprile, all’interno della programmazione di cittadinanza e costituzione e di religione cattolica.  A seguito dell’incontro, gli alunni della 4^B hanno scritto alcune brevi e toccanti riflessioni che fanno conoscere una parte di storia sconosciuta

LE NOSTRE RIFLESSIONI DOPO LA VISITA DELLA SIGNORA GRAZIA ARNESE GRIMALDI.

  • La Signora Grazia ha vissuto cinque anni della sua vita nell’INFERNO: era maltrattata, non era libera di fare niente ed era obbligata a rispettare il fischio (Giacomo).
  • Non poteva dare la mano a nessuno, perché altrimenti veniva duramente punita (Ada).
  • Erano costretti a stare ore e ore fermi sull’attenti sotto il sole e i venti con la fame e gli stenti (Andrea).
  • Quando andavano a dormire dovevano girarsi verso il quadro di Mussolini (Sofia).
  • Anche al risveglio dovevano rifare il letto, seguendo l’ordine collegato al fischio (Ale P.).
  • I ragazzi che avevano superato i 15 anni ed erano rimasti in Libia, allo scoppio della guerra furono mandati a combattere (Raffaele).
  • All’arrivo in Italia furono costretti togliersi i loro abiti ed indossare la divisa fascista con la sigla GIL (gioventù italiana littorina) (Riccardo).

Littore: nell’antica Roma, era un pubblico ufficiale che accompagnava i consoli portando il fascio littorio,  che era formato da un gruppo di verghe più una scure.

Verghe: ramoscello, bacchetta, bastoncello spesso e flessibile.

Scure: utensile per abbattere alberi, formato da una lama d’acciaio.

  • Volevano togliere a questi bambini la loro dignità; essi piangevano  di notte sotto le coperte (Matilda).
  • Non venivano chiamati per nome ma organizzati (Anna G.).
  • Anche sotto la doccia dovevano rispettare degli ordini (Pietro B.).
  • Erano considerati figli di Mussolini ( Silvia).
  • Le ultime parole del papà a Grazia prima di partire per l’Italia: “Fatti onore piccola” (Anna P.).
  • I maschi erano addestrati all’uso delle armi (Alice).
  • Spedivano in Libia foto con i bambini sorridenti e ben curati (Tommaso).
  • Il cibo era essenzialmente brodaglia (Federico).
  • Il fratello di Grazia, Guerino, molto timido e introverso, è comunque diventato un grande pittore NAIF (Matteo).